Autonom Shuttle è il bus elettrico che cammina da solo grazie a dei particolari sensori.

Tutti ne parlano al futuro – ma a Sion (capitale del Canton Vallese) circola su strada urbana da due anni. Il bus elettrico che cammina da solo ha trasportato più di 35.000 passeggeri. Per capire bene questa esperienza e valutare concretamente se e come introdurlo in Italia, due presidenti di aziende di trasporto pubbliche, col loro team tecnico, sono andati ad incontrare i protagonisti della sperimentazione: il Mobility Lab di Sion, che abbraccia enti locali, università ed l’azienda di trasporti pubblici AutoPostale, ed il produttore francese Navya – che ha aperto per la prima volta il suo stabilimento produttivo di Lione alla stampa.

Organizzata da Valentino Piana, oggi ricercatore all’Università di Scienze Applicate del Vallese e co-autore di Green Mobility, il libro in italiano sulla nuova mobilità, la missione ha passato in rassegna strategie, percorsi e problemi risolti durante la sperimentazione. “Mi piace costruire innovazione e sostenibilità – dice Alessio Ciacci, tra i fondatori in Italia del movimento di Zero Waste [http://www.ciaccimagazine.org/?page_id=15] – e quello che ho visto a Sion e Lione è davvero un esempio importante a cui guardiamo con attenzione”.

Partita nel 2014 con l’acquisizione di un’azienda che lavorava da dieci anni su come far convergere i segnali dei sensori in una mappa operabile da un veicolo, Navya ha lanciato il suo AUTONOM SHUTTLE nel settembre 2015 e ne ha prodotti 90 esemplari, già venduti in 16 paesi tra cui Francia, Svizzera, Germania, Giappone, Australia e Stati Uniti.

Per l’utilizzo concreto del veicolo ha proceduto a tappe: ha dapprima testato il veicolo (e i suoi sistemi di controllo) in proprio e poi per lunghi periodi di utilizzo in aree di terzi ma senza altri veicoli (come parcheggi e aree interstiziali in zone industriali e commerciali private, col trasporto di lavoratori e clienti a passo d’uomo o poco più). Nel 2016, chiamata dal Sindaco di Sion che voleva porre la sua città in pole position nelle nuove tendenze ecologiche e di mobilità sostenibile, si è affiancata a AutoPostale, la leggendaria azienda che da metà Ottocento consegna la posta – e quindi passeggeri – in ogni paesino sperduto di montagna della Svizzera. Concordato il percorso, le autorizzazioni e la campagna di comunicazione ai cittadini col Cantone Vallese e colla Confederazione, si è partiti a mappare in dettaglio l’area delle operazioni – all’inizio una zona pedolale o con poco traffico, da qualche mese anche col traffico misto nelle prossimità della stazione ferroviaria – ottenendo un successo clamoroso: metà della cittadinanza l’ha utilizzato, tra giovani entusiasti della tecnologia ed anziani che finalmente fanno in piena comodità la spesa in ogni condizione meteorologica. Questa esperienza urbana è stata accompagnata da due Università: l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna per quanto riguarda algoritmi e monitoraggio locale (anche attraverso lo spin-off BestMile) e la HES-SO del Vallese per valutare l’accettabilità sociale di passeggeri ed utenti della strada. Questo ha permesso di individuare l’importanza di maggiore “espressività” del mezzo, che ora dispone di due ampi display a inchiostro elettronico per messaggi e infografica in bianco e nero o a colori. Finalmente si capisce quando parte!

Se misuriamo dubbi e paure con una scala tra 1 (nessuna) e 5 (tante), le persone che non hanno ancora visto il veicolo stanno sul 3,4 (con le donne decisamente più dubbiose degli uomini) mentre chi lo ha provato si tranquillizza sul 2  (e la differenza tra i generi si annulla). Questo mostra l’importanza di dimostrazioni pratiche e di continui miglioramenti nei sistemi per l’interazione uomo-macchina.

Il veicolo si ferma o rallenta fortemente non appena i suoi sensori vedono un ostacolo, senza mai tentare il sorpasso. Mantiene le più ampie distanze di sicurezza, ripete con precisione il proprio percorso (che può passare a pochi centimetri dalle case delle strette vie del centro storico bellissimo di Sion) e procede abbastanza lentamente. Questo elimina alla radice la possibilità di collisioni traumatiche. Potrebbe essere irritante per i veicoli dietro, ansiosi di superarlo. E i passeggeri, almeno in Svizzera, devono essere seduti, avvertiti con chiarezza della possibilità di frenate brusche. Le velocità sono registrate in continuo e il lavoro di miglioramento consiste nel verificare i motivi del passaggio in modalità manuale (che possono anche essere piccioni o grossi fiocchi di neve), in modo da far prendere al veicolo un ventaglio più ampio ed appropriato di azioni (es. rallentamento preventivo, clacson più o meno forte, ecc.).

Il produttore conduce test di nuovo hardware e software nella stesso capannone della produzione e sollecita i partner che utilizzano il veicolo a porre questioni e cercare soluzioni per utilizzi sempre più ampi.

Dice Belardinelli, presidente dell’azienda di trasporti di Camerino: “Vedo bene questo veicolo per coprire i nostri paesi, dove le strade sono poco trafficate, abbiamo sostituito i semafori con rotonde, il traffico è molto regolare e scorrevole, senza essere eccessivamente veloce. Nel campus universitario abbiamo connettività ottima, per un controllo in remoto sempre più avanzato. La neve non è un problema a Recanati e forse con qualche accorgimento il problema può essere risolto insieme”.

A sua volta pensa agli aspetti pratici Alessio Ciacci, presidente a Rieti della locale azienda di trasporti: “Abbiamo molte linee dove l’utilizzo reale in certe fasce orarie rimane sotto la capienza di questo mezzo. E l’uomo a bordo può servire anche ad assicurarci che tutti paghino il biglietto o a dare informazioni ai turisti”.

In sintesi, con le parole di Cristina Zielke, manager di punta di AutoPostale, nel suo perfetto italiano: “Non sono rose e fiori ma il frutto del duro lavoro che abbiamo fatto insieme è un buon punto di partenza. Ogni giorno c’è la soddisfazione di vedere il sorriso sul volto dei nostri utenti – ed i flash dei turisti che non smettono di fotografare questo piccolo gioiello”.

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