L’Amministrazione del capoluogo piemontese vuole riformare la Zona Traffico Limitato, introducendo un ticket in cambio di alcune ore di sosta nel centro storico.

Dopo le proteste dei commercianti delle scorse settimane, il sindaco di Torino Chiara Appendino e l’Assessore alle Politiche di Mobilità Maria Lapietra, hanno fatto chiarezza circa il progetto di riformare la Ztl del centro città in vigore dal 1997: orari, permessi, abbonamenti e la filosofia che guida il nuovo disegno della mobilità in città, a partire dall’accesso all’area centrale, passando dalla riorganizzazione delle tariffe del trasporto pubblico, al via il primo luglio, e dalla revisione della rete Gtt.

La responsabile alla mobilità della città sabauda aveva detto senza mezzi termini che l’obiettivo principale della Giunta è quello di cambiare il modello attuale con un’altro «opposto e innovativo, che permetta alle persone di entrare, legato a un uso gratuito della sosta per disincentivare i parassiti della Ztl, quello cioè di passaggio che non porta effetti positivi e produttivi, nemmeno per il commercio».

Maria Lapietra ha puntualizzato che «tra i 75mila accessi dalle 7.30 alle 19.30, 11mila e 500 sono residenti, 21mila sono vetture che hanno altri permessi, di quelli che restano 6mila erano vetture che parcheggiavano in superficie e 5mila in struttura. Nei 31mila e 500 che sono stati etichettati come parassiti non ci sono solo quelli che sono passati dal centro senza fermarsi, ma anche quelli che, pur dovendo, non hanno pagato la sosta. Da domani tutti questi pagheranno, con la nuova Ztl non ci sarà solo una diminuzione dell’inquinamento dell’aria, ma anche una riduzione delle occupazioni abusive degli stalli».

Ma perché riformare la zona traffico limitato? «Perché l’attuale Ztl – spiega Chiara Appendino a Repubblica – era nata come una sperimentazione all’inizio degli anni Novanta, doveva durare 6 mesi e poi nessuna amministrazione ha più avuto il coraggio di metterci mano. Oggi è cambiato tutto. Oggi il centro delle città è più attrattivo se è più vivibile e meno trafficato e se è considerato un centro commerciale a cielo aperto. Il nostro obiettivo è aumentare l’appeal delle attività commerciali e non complicare la vita di chi qui lavora o ci abita, bensì semplificarla. C’è un diritto all’aria pulita e l’80 per cento delle polveri sottili a Torino deriva dalle vetture.Bisogna disincentivare l’uso di mezzi inquinanti e rilanciare il trasporto pubblico”.

L’assessore Lapietra difende poi la Giunta dalle accuse mosse in questi giorni dai commercianti che temono una diminuzione dei ricavi «C’è una differenza grande tra una zona a traffico limitato e un’area pedonale. La prima è quella che stiamo progettando per il centro, le altre verranno create, in tutta la città, in base al protocollo “Torino camminabile” a cui stiamo lavorando insieme alle circoscrizioni. La Ztl invece, viene fatta per il centro, perché da li passano tutti e serve a cambiare le modalità di trasporto dei cittadini. Sappiamo già che la preoccupazione che riguarda la ridistribuzione del traffico non è fondata. I dati ci dicono che anche solo con le modalità attuali, che limitano l’accesso per 3 ore, dalle 7.30 alle 10.30, il traffico si è ridotto del 30 per cento in centro e solo il 6 per cento di queste auto si è spalmato nelle vie appena esterne. La fascia più critica è quella del mattino, ovvero quella in cui già oggi è in vigore la limitazione».

Stando a quanto dichiarato dall’amministrazione, il modello prevede che chi entrerà nella Ztl pagherà un ticket d’ingresso e non dovrà pagare la sosta per un lasso di tempo di circa 2-3 ore.  Il “costo” sarà personalizzato anche in base alle reali emissioni dei veicoli, in modo che “chi inquina di più paghi di più” dice Lapietra.

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